Cicatrix

"Dio e' morto, Marx e' morto, e anch'io non mi sento tanto bene..." (W. Allen)

mercoledì, 17 novembre 2004

E' tardi ed e' insensato iniziare a scrivere. E' tardi e dovrei dormire. C'e' una mezzaluna da togliere il fiato. Stelle come non e' facile vederne in citta'. Stelle che non sapevi ce ne fossero cosi'. Ho una coperta sulle spalle per proteggermi dal freddo pungente di montagna. Nulla che copra tutti i dubbi che mi rodono le tempie. Due neuroni si scambiano un saluto a distanza, senza sinapsi. Il cervello dorme. L'amarezza rimane sveglia. Le incertezze sono fili di un pigiama caldo e scomodo come lana grezza sulla pelle nuda. Tengo le labbra serrate e i denti stretti dentro. Ho l'occhio accigliato; non solo per la penombra. Guardo lontano i disegni della montagna sulle gocce di stelle. Un bestione nero e incombente sul borgo.

"Hai mangiato qualcosa?". Silvia arriva alle spalle e mi coglie di sorpresa. Non l'avevo sentita rientrare.

"Mi hai fatto paura...".

Lei mi sorride: "Scusami, non volevo..."

"Sono andato in quella pizzeria in piazzetta"

"Da Loris? Com'era?"

"Cosi'. Ne ho assaggiate di meglio... Com'e' andata la serata?"

"Un po' come la tua pizza... In questo periodo c'e' ancora qualche agriturista tedesco o inglese. Dalla prossima settimana saranno terminate anche le ultime prenotazioni...".

Rimango in silenzio ad assaporare la notte e il freddo sulla faccia. Odio il freddo, ma in questo momento mi fa sentire vivo, mi fa percepire un barlume di realta'. Quella che mi sta sfuggendo di mano. Brancolo nel buio come uno stuolo di poliziotti alle prese col delitto perfetto.

"Francesco, ti vedo preoccupato. Vedrai che si risolve tutto. Quelli prima o poi si dimenticheranno di te e del pacco e andranno a tormentare qualcunaltro".

"Mi tormenta il pensiero di essere entrato in una storia senza saperne il perche', il percome e il percazzo..."

"Il per-cosa?"

"Niente. Rientriamo che mi si gela il cuoio ex-capelluto"

Ci sediamo sul divano e accendiamo la tele. Silvia si mette il pigiama e viene a sedermisi affianco. Fuori c'e' un silenzio incredibile. Il silenzio di Montefegatesi.

Rifuggiato in mezzo alle montagne....

"Ma qui siamo in provincia di Lucca o Pistoia?"

"Lucca"

Rifuggiato in mezzo alle montagne della lucchesia, impiegato di multinazionale leader del settore, ricercato dai servizi segreti, flirta con ex-concubina condiscendente. Pare il titolo di un film dellaWertmuller...

"Boh. Pensavo Pistoia..."

"Mmmh. Inizi a preoccuparmi. Da quand'e' che tanto per dire qualcosa dici cazzate?"

"Da circa 5 secondi"

"E dovevi iniziare proprio in casa mia?"

"Non sapevo dove andare..."

Silvia mi guarda fisso con un mezzo sorriso. Mi stravacco e mi preparo ad abbassare le difese nei confronti della botta di sonno. C'e' un programma sportivo della notte che parla della crisi in casa Inter.

"Se parlano dell'Inter dovrebbero abolire la parola crisi e sostituirla con la parola normalita'".

"Ci stavo pensando...", dice lei.

"All'Inter?"

"No. Che m'importa dell'Inter. Non ricordo perche' ci siamo lasciati..."

"Perche' tu ti  facevi tutti i turisti tedeschi, spagnoli e inglesi che passavano dal tuo agriturismo".

"Ma cosa dici? E' succeso solo con uno e sai bene che l'ho fatto per ripicca. Eri tu a curare le relazioni internazionali...".

"Su questo ti sbagli, cara. Nel periodo in cui siamo stati insieme io non ti ho mai tradito. Ti diro' che questa cosa mi e' pesata non poco quando mi hai mollato..."

"Non ricordo come ci siamo mollati..."

"Oh, quello lo ricordo perfettamente. Ti trovai abbracciata al tizio in uno scambio inequivocabile di effusioni e me ne andai"

"Quindi non litigammo?"

"E perche' avremmo dovuto? Avevi fatto una scelta. Bene cosi'. O no?"

"Che maschio orgoglioso"

"Che maschio org-oglione. Sai quante volte mi sono pentito di non aver spaccato la faccia a lui e insultato oltremodo te?"

"Non ci credo. Non sei tipo"

"No. Sono panda."

"Cosa?"

"Nulla, nulla"

Silvia si alza e mette su un po' di musica. E' jazz. Sa che mi piace il jazz. Mi tira su in una danza improbabile ma riuscita. Sono ancora indeciso se svenirle in braccio o reagire da maschio latino. Opto per la seconda scelta, tagliando il latino.

"Senti ma qui ci sono mai entrate le vipere?"

"Le vipere?"

"Si senti questa. Mentre mi trovavo in pizzeria c'erano due tizi, seduti al tavolo affianco. Uno di questo raccontava di aver trovato una vipera in casa che si e' nascosta sotto la credenza della cucina. Allora sono andati a spostare il mobile e pare abbiano trovato addirittura un nido..."

"Un nido di vipere sotto la credenza??? O mio dio..."

"Infatti. Strano vero? E insomma, questo pare che abbia provato a tirarla via con una scopa, ma ha fatto un errore e la vipera lo ha morso..."

"Oddiodio"

"Capisci, in casa sua"

"E che hanno fatto?"

"Pare l'abbiano portato in farmacia per prendere il siero antivipera, ma non ce l'avevano e comunque non potevano darglielo..."

"Si. Ho sentito che la legge prevede venga somministrato sotto stretto controllo in un ospedale"

"Esatto. Cosi' questi si sono dovuti sobbarcare venti chilometri di discese fino a Bagni di Lucca e da qui fino a Lucca stesso. Per farla breve lo hanno salvato per un pelo"

Silvia ha un sobbalzo e si gira di scatto a guardarsi tra i piedi e intorno.

"Ti rendi conto. Qui avete le vipere che vi entrano in casa"

"No. Ma grazie. Terrorizzami a puntino. La prossima volta che la CIA ti verra' a cercare trovati un altro posto, stronzo".

Le sorrido. "Scusa, ma io cosa c'entro se qui avete le vipere domestiche. Comprati un collarino, no?"

Mi stringe la mascella con la mano e mi bacia con violenza. Poi dice a denti stretti:

"Te lo do io il collarino"

E senza sapere come ci ritroviamo nudi sotto le coperte calde, a muoverci lentamente, infilato tra le sue gambe agili e accoglienti. Finalmente un momento di sollievo. Mi concentro sul suo corpo con tutta l'anima. Lei freme continuamente di piacere finche' non lo facciamo insieme... a lungo. John Coltrane ci accompagna discreto. E in quel preciso istante una folgorazione, un fulmine, un raggio di sole che si incunea dalla finestra e mi colpisce in pieno viso, esattamente come l'alone di santità che colpisce John Belushi nella chiesa in cui, spinto da Cab Calloway, assiste alla messa di James Brown:

"LA LUCE, HO VISTO LA LUCE...". Mi scuote un tremore ed ho quasi voglia di piroettare e fare salti mortali come Jake ed Elwood Blues.

Silvia si scanta: "Ma che ti prende?"

E invece di dire "LA BANDA... LA BANDA..." mi controllo e dico: "Ho capito tutto!"

"Cosa hai capito?"

"Cosa voleva dirmi James Brown!"

"James Brown??". Silvia e' sbalordita.

"Il Drugo, scusa, cosa voleva dirmi il Drugo... comportati come qualcuno in amore. Gran figlio di puttanazza".

Sono talmente esaltato dall'intuizione che ho di nuovo il pisello in tiro. Abbraccio Silvia e la tiro verso di me. Lei non si tira indietro e a sua volta mi tira a se'. E in mezzo a questo tira e molla, la tiro su e trombiamo di nuovo come due bravi ricci nel borgo di Montefegatesi sulle montagne della lucchesia...

Postato da: cicatrix a novembre 17, 2004 01:38 | link | commenti (9)


Commenti
#1    17 Novembre 2004 - 10:46
 
dai dai l'intuizione.....azz...avvicentissimo.....dai...spara l'intuizione...ops! scusa!...prima finisci la trombata con calma!!!! ahahahahahaha
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#2    18 Novembre 2004 - 22:26
 
In effetti scrivi bene...questo è un bel racconto, direi autobiografico, accompagnato da una splendida musica di sottofondo (non la sento ma la intuisco). A presto.
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#3    20 Novembre 2004 - 12:37
 
musica jazz...vipere ed un bellissimo -trrrombo ergo sum- per tirarci tutti su.
e poi e poi... in cinese la CRISI è rappresentata da un ideogramma che racchiude il PERICOLO e l'OPPORTUNITA'.
:)
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#4    20 Novembre 2004 - 18:41
 
Rileggendo il tuo commento mi è venuto da ringraziarti per il momento d'esistenza condiviso..è BELLO che tu l'abbia descritto...
ieri ho parlato con un ragazzo che ha un blog, con cui ho avuto poco contatto...e lui mi ha confessato che, per quanto potesse sembrare incredibile, aveva in quel momento circa 30 fogli miei stampati sul comodino..e che mi stava leggendo...
Per me queste cose sono bellissime...sai quante volte apprezziamo qualcosa o qualcuno con cui non possiamo parlare...è così bello invece sfruttare la famosa opportunità e rendere...gioia

Un abbraccio
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#5    24 Novembre 2004 - 12:47
 
... stai bene.
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#6    03 Dicembre 2004 - 13:18
 
mioddio! e come faccio?
ti stampo e ti porto via! :)
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#7    03 Dicembre 2004 - 16:33
 
E' incredibile come da un po di tempo si riesca a beccarsi solo in blog... sentiamoci si va a bere qualcosa :-)
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#8    04 Dicembre 2004 - 08:35
 
vorresti continuare per favore!
utente anonimo

#9    06 Gennaio 2005 - 18:31
 
mi lasci sempre ...tra color che son sospesi bimbo
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Commenti
 
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