"Dio e' morto, Marx e' morto, e anch'io non mi sento tanto bene..." (W. Allen)
Giulia e' ad attendermi sulla porta di casa. E' sorpresa di vedermi. Ma mostra indignazione.
"Che vuoi?"
"Non mi fai entrare?"
"Tu dimmi cosa vuoi"
"Parlarti"
"Non abbiamo nulla da dirci"
Devo assolutamente entrare in casa sua. Non posso essere troppo accondiscendente perche' si renderebbe conto che c'e' qualcosa dietro. A questo punto potrebbe assumere un atteggiamento di superiorita' e sbattermi fuori dal palazzo. Pero' non posso essere neanche troppo duro, altrimenti si arroccherebbe in difesa e scatterebbe la sciarriatina. E sarei di nuovo perso...
"Io invece credo che mi devi delle spiegazioni".
"Ah, si? Sentiamo per che cosa"
"Per quello che mi hai scritto sulla porta di casa"
"A dirti il vero in un primo momento volevo bruciartela"
"Senti neo-camorrista, che ne sai di quello che mi e' successo?"
"Ti diro' che non me ne importa nulla. E adesso se mi vuoi scusare... ho tanti impegni". Prova a chiudere la porta. Infilo il piede per bloccarla. Mi pare di intuire che il suo gesto sia simbolico. Insisto.
"Ti ricordi l'ultima volta che ci siamo visti? Appena sei partita ho incontrato la mia ex-moglie. Col suo avvocato. Abbracciati" - abbasso leggermente la voce, ma non troppo- "ho scoperto che stanno insieme" - abbasso gli occhi- "e che si vedevano anche prima" - alzo leggermente gli occhi verso di lei e li riabbasso immediatamente, un evidente gesto di umiliazione - "non e' stata una bella scoperta". Divento serio e duro. Lei rimane in silenzio. Ha riaperto la porta. Affondo:
"Era solo questo. Scusami il disturbo". Giro i tacchi e vado via deciso.
"Aspetta. Dove vai? Raccontami". Prima di girarmi mi scappa una risatina nascosta, un gesto insignificante delle labbra che si sollevano per una frazione di secondo, un gesto inequivocabile che potrebbe tradire. Mi volto e riprendo il tiatro.
"Giulia, ti ringrazio, ma anche tu non sei stata tenera con me. E poi sicuramente avrai da fare..."
"No. Davvero, aspetta. Entra. Anch'io ti devo delle scuse". A me Dustin Hoffman mi fa un baffo!
Ora, invero, la reale difficolta' sta nel ricordare tutte le cazzate che ho raccontato a Giulia tutte le volte che ci siamo visti. Infatti, quando questa relazione ha iniziato a prendere una brutta piega ("ma lo sai che con te sto bene? stiamo davvero bene insieme! Ma lo sai che non sei male come compagno? e bello stare (??)con un uomo cosi' interessato alle persone, al mondo che ci circonda" boh...) ho dovuto, diciamo cosi', sviare la sua attenzione. Ricordavo di averle parlato di questa cazzo di ex-moglie, ma di lei non ricordo nulla. Non ricordo neanche il nome... ricordo dell'avvocato che si occupava del divorzio, ma fino a stasera non sapevo che il bastardo immaginario se la spassasse con la mia ex-moglie. Hai capito lo stronza. Io lavoravo e lei si faceva l'avvocato... ma lei come si chiamava??
"E insomma. Raccontami questa cosa di Michela. Deve averti ferito davvero". Grande Giulia.
"Giulia, tu mi leggi nel pensiero. Michela. Michela e' davvero una gran troia. Ecco cos'e'. Pero' devo dirti che adesso sto meglio. I primi giorni sono stati durissimi. Si va bene, la storia era finita. Ma come fai ad accettare il tradimento. Lei lo faceva gia' da diversi anni. Noi parlavamo di figli e lei si trombava l'avvocato... e chissa' chi altro". Esagero.
"Come sei strano stasera". Ahia. Sento concretizzarsi un pericolo. Sto diventando poco credibile... Prendo tempo. Tiro fuori il telefonino dalla tasca interna e lo spengo.
"Cosa intendi?"
"No, intendo che ti ho conosciuto molto distaccato e distratto. Invece stasera scopro un uomo capace di amare. Perche' lo sai che il tuo odio per lei esprime tuttora l'amore che e' stato". Vorrei dirle che non ho capito. Invece le dico piu' semplicemente:
"Si. Forse hai ragione. Sai il dolore ti aiuta a crescere". E dimmi anche dov'e' uno specchio perche' mi vorrei sputare in un occhio senza correre il rischio di sbagliare mira...
"Parole sante. Senti, ti devo delle scuse. Per il disastro sulla porta. Sai mi sentivo umiliata. Adesso mi sento davvero imbarazzatisima. Che figuraccia. Domani ti aiuto a pulire tutto. Perdonami. Certo, pero', che potevi almeno avvisarmi"
"Ma no. Non preoccuparti. Ho gia' fatto tutto. Sai volevo chiamarti, ma davvero mi sono rinchiuso in un silenzio da cui sono uscito da pochissimi giorni. Tu sei la prima a cui racconto questa cosa" - ops: incidentalmente mi e' scappata una cosa vera!- "E' umiliante. Non vado al lavoro da un pezzo... "
"Senti, questo non te l'ho mai chiesto. Ma...di che segno e' Michela?". Prontissimo.
"Bilancia. Perche?". Salvo. Per le successive due ore Giulia si concentra su ascendenti, stelle, oroscopo tradizionale, cinese, celtico, maya senza trascurare l'astrologia karmica...
"Astrologia karmica? Che cosa sarebbe"
"Sai cos'e' il karma?"
"Vagamente. Dovrebbe avere a che fare con la storia della reincarnazione, dell'equilibrio dell'universo ed altre menate simili"
"Qualcosa di simile. Deduco che non sei un esperto di religioni"
"Deduci bene"
"Ok. il concetto di karma e' semplice. La parola deriva dal sanscrito e significa fare, agire, azione. Oppure, ma questa interpretazione dipende dal contesto di riferimento, indica la reazione collegata all'azione..."
"Una sorta di causa-effetto?"
"Bravo. Hai presente la legge della meccanica di Newton?"
"Per ogni azione c'è una reazione uguale e contraria"
"Mmhm. Notevole. Non ti facevo cosi' erudito"
"Grazie. Lo prendero' come un complimento..."
"Bene. Comunque, il nesso e' proprio questo: ogni fattore può essere ritenuto karmico o piu' banalmente avere implicazioni karmiche. L'oroscopo karmico interpreta queste implicazioni e piu' in particolare alcuni aspetti astrologici di maggiore rilevanza"
"Tipo?"
"I nodi lunari, per esempio. In astrologia karmica i nodi lunari collegano una reincarcazione con la successiva. Il Nodo Lunare Sud raccoglie tutte le esperienze che l'anima ha acquisito e accumulato nelle sue vite precedenti. Indica le abitudini negative che hanno improntato la fisionomia dell'anima di una persona"
"Non oso immaginare chi fossi nell'altra vita se mi hanno dato questa fisionomia..."
"Scemo. Poi c'e' il Nodo Nord, che indica invece la direzione verso la quale andiamo in questa attuale vita e spinge quindi l'anima alla crescita"
"Inizio a non districarmi piu' in mezzo a tutti questi nodi...mi e' venuto un nodo alla testa"
"Sempre meglio che non ti venga al pisello". Ride di gusto alla battuta. Non avevo mai fatto caso alla reale passione che questa ragazza mette nell'astrologia. Ad un certo punto della notte, mentre si discute ancora del piu' e del meno mi prende una tale botta di sonno che mi addormento di sasso sul divano.
Mi risveglio al mattino, con l'orgoglio ferito del maschio latino. Sto diventando vecchio? Sara' il mio karma? Comunque meglio cosi'. Non voglio ulteriori implicazioni in questo momento. La storia di ieri sera riapre un sacco di domande una piu' angosciante dell'altra:
1) chi sono questi rompicoglioni che mi perseguitano? assodato che conoscono perfettamente tutti i miei spostamenti, spero non valutino la possibilita' che mi sia rifuggiato presso una donna con cui non dovrei avere piu' rapporti (visti i precedenti che loro conosceranno...)
2) che cosa vogliono? cosa c'e' in questo pacco di cosi' importante?
3) cosa avranno fatto alla mia casa ed alla mia povera macchina?
4) che nesso c'e' tra la telefonata del Drugo di ieri sera e questa storia? Che fine ha fatto il mio amico?
Mi alzo dal divano. Giulia non e' in casa. C'e' un bigliettino sullo specchio in bagno:
Esco a prendere cornetti. Non sparire. G
Accendo il telefono mentre cerco di pisciare centrando la tazza del cesso. Operazione gia' di per se' complicata di prima mattina, per via del priapismo cronico che normalmente attanaglia i maschi nei primi quindici minuti della giornata, e resa ancora piu' difficoltosa dalla mia tempestiva telefonino-dipendenza... Chiamo il Drugo. Il cliente da Lei chiamato potrebbe avere il cellulare spento. Poi mi attaco al computer di Giulia e vado sul sito della motorizzazione. Ieri sera nel marasma sono riuscito comunque a prendere il numero di targa del bastardo. Lo inserisco sul motore di ricerca per vedere il proprietario. Nulla... forse e' stata immatricolata da poco e non e' stata ancora registrata
Cerco un numero sulla rubrica del telefonino. Di un mio amico poliziotto che lavora in un commissariato siciliano. Lo chiamo dal telefono fisso di Giulia.
"Pronto, Gallo? Ciao, sono Francesco? Bene, bene. Tu? tutto ok? A Casa. Eh? Si. I figli? Ottimo, no? No, no, io non ci penso nemmeno. Certo. D'altronde come si dice? Quando c'e' quella... E' ve'? Si, si. Senti, ho da chiederti un piccolo favore, se puoi. Si tratta della targa di una macchina. Si lo so. Capisco. Davvero. Lo sai che non lo farei se... ok. puoi starne certo. Eh. Questi mi hanno inseguito e poi sono entrati in casa mia. Si la denuncia c'e'. Ma a che serve? Coi tempi lunghi. Ma guarda lo sai che non lo avrei fatto se non... Allora, il numero e'.... si, un BMW ultimo modello. Quando pensi? Mah a me servirebbe per ieri. Ah. Ah. Si certo. Dai addirittura in cosi' poco tempo? Ma state diventando davvero efficienti... Senti. Ti chiamo io tra un'ora. Oh. A buon rendere". E con questo rischio la galera per me e per il mio amico.
Rientra Giulia. Si fa colazione insieme e poi lei deve volare al lavoro. Io la ringrazio di cuore per l'ospitalita'.
"Non ringraziarmi. La prossima volta rimani sveglio". Mi strizza l'occhio. Le do un bacio sulla guancia. Lei mi dice:
"Non ci pensare piu' a quella stronza di Michela".
"Chi? Ah. Certo. Certo. Quella stronza. Non sara' facile, ma puoi giurarci che ci riusciro'..."
Ci salutiamo e siamo in strada. Mi guardo intorno. Mi sembra tutto in ordine. Mi infilo nel Villaggio Piaggio e mi diriggo verso una cabina telefonica. Faccio il numero di Gallo.
"Eccomi". Non mi lascia il tempo di parlare.
"Chiamami a questo numero....". E riattacca. Faccio il numero che mi ha dato. Risponde Gallo. Incazzatissimo.
"France' ma che cazzo mi combini? Sei scemo?". Parla sottovoce, ma e' alterato di brutto.
"Che cazzo succede?"
"Senti. Non mi chiamare piu'. Io e te non ci conosciamo"
"Gallo, dimmi a chi appartiene quella macchina"
"Vai a farti fottere"
"Gallo, dimmi di chi e' questa cazzo di macchina". Cerco di mantenermi calmo, ma anch'io inizio ad innervosirmi pesantemente. "E' una questione di vita o di morte"
Spero di aver mentito.
"Senti Cicatrix. Se e' cosi' sei nella merda fino al collo. Sai che ti voglio bene. Io ti do questa informzione, ma tu giuri che non mi chiami piu' finche' campi. Ok?"
"Gallo ma che cazzo dici?"
"Giura!". E' assurdo.
"Ok. Te lo giuro". Cala un silenzio che sembra un'eternita'. Adesso Gallo parla con calma, forse con rassegnazione.
"France', te lo dico perche' sei un amico. Nel momento peggiore della mia vita sei stato uno dei pochi a starmi vicino. Questa cosa puo' costarmi carissima. Ma se non te la dico rischia di costare piu' cara a te... La macchina appartiene ai servizi segreti militari. Altro non so". Riaggancia.
Io, invece, rimango con la cornetta in mano a guardare i cornicioni rovinati del Villaggio Piaggio.

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