"Dio e' morto, Marx e' morto, e anch'io non mi sento tanto bene..." (W. Allen)
IL giorno dopo stavo male. Sono andato in ufficio di volata. Contravvendo alla decisione del giorno prima ci sono andato in moto (come dire... quando uno prende una decisione...).
Ho lavorato poco e male.
All'uscita sono andato di corsa in Superstrada fino a Firenze. Credo di aver beccato un paio di Autovelox. Ho pensato che in questo modo mi sarei eclissato ed avrei allontanato i pensieri ed il problema. Di sicuro mi sarei accorto di qualcuno sulle mie tracce... Non me ne sono accorto. Ho girato per il centro bighellonando senza senso e senza meta.
Poi mi ha chiamato Ilaria.
"Come stai?"
"Mi distinguo dall'uomo comune...". Patetico.
Lei si dimostra immediatamente piu' pragmatica: "Che fai stasera?"
"Sono a Firenze. Sto facendo un giro per negozi"
"Ma dai. Io sto tornando adesso da Bologna. Se ti raggiungo, mi porti in un posto a mangiare qualcosa? Ho una fame che non ci vedo"
"E' una domanda?"
"No. Sono gia' uscita a Signa"
Sorrido. Mi va di vedere qualcuno e fare due chiacchiere poco impegnative.
"Passa dalla stazione. Io sono in moto"
"Agli ordini!"
Studio trucchi per analizzare quello che succede intorno senza dare nell'occhio: mi fermo davanti ad una vetrina e guardo il riflesso per vedere le facce di chi e' dietro... Nel Bar avevo cercato di sbirciare le figure sulla zuccheriera. L'avevo visto fare in Spy Games; con Brad Pitt e Robert Redford funzionava... Mi sento un incrocio tra James Bond e un perfetto idiota. Quando il barista ha richiamato la mia attenzione sulla fila formatasi alle mie spalle, ho optato definitivamente per la seconda ipotesi.
Ho chiamato Il Drugo. E' sempre bello sentire gli amici.
"Copa', come te senti"
"Cosi'"
"Ao', senti questa. Te ricordi la tipa dell'artra sera alla festa?"
"Rosalba?"
"Morgana! li morte' che memoria de merda. 'nsomma, me richiama il giorno dopo e mi fa un cazziatone gigante su sto fatto della mano sur culo dell'amica sua. Io je dico che effettivamente se le cose fossero andate come le avevano raccontato ci avrebbe no ragione: de piu'! Ma le cose non sono andate cosi'. Le ho detto che c'erano rivelazioni clamorose sulla serata e su alcune persone in particolare.Che anzi urgeva un dialogo approfondito sul tema; a quattrocchi. Ao'. Ho centrato la cosa. C'e' cascata come 'na pera cotta. sai com'e' il detto: 'la curiosita'...."
"...e' femmina?"
"Ma quanto stai diventando intelligente. Piu' te picchiano e piu' diventi argutio"
"Magari stasera mi faccio picchiare di nuovo cosi' sei piu' contento"
"Ao' a proposito. Com'e' annata a fini' sta faccenda?"
"Che mi hanno chiamato stanotte e mi hanno minacciato. Cercano un pacco che dovrei avere io".
"Embe'. Che pacco".
"Il problema e' esattamente questo. Io non ho nessun pacco. Anche se ricordavo di averne ricevuto uno qualche giorno fa. Ma non lo trovo. Forse l'ho buttato. O forse l'ho sognato. O magari che cazzo ne so..."
"L'ultima mi sembra sensata"
"Quando sei arrivato l'altro sera il tizio era gia' entrato?"
"No. Te stava a mena' sulla porta de casa".
"Quindi sei sicuro che non abbia preso nulla?"
"Beh, questo non te lo so dire. A senso te dico di no"
"Bah. Chissa' che cazzo c'e' in questo pacco"
"Ma hai fatto 'na denuncia ai carabbigneri?"
"E che la faccio a fare? Che ne so che c'e' nel pacco. E se c'e' qualcosa di compromettente e quelli non mi credono?"
"Ma che cazzo stai a di'?"
"Non so. Non credo che mi sarebbero d'aiuto in questo frangente".
"Vabbe'. Apri gli occhi e stringi le chiappe"
"Si, Maestro Yoda. Lascia che il tuo discepolo si congedi dalla tua saggezza".
"Ciao". Sto per riattaccare poi mi ricordo di una cosa.
"Oh, Copas..."
"Eccolo"
"Com'e' andata con Morgana? Che gli hai detto?"
"Cosa le ho detto? Vediamo. Prima o dopo che me la so' trombata?".
Intanto sono arrivato nei pressi di Santa Maria Novella. Aspetto poco. Vedo gia' arrivare Ilaria.
E' in splendida forma.
"Ciao, Maschio"
"Ciao, Donzella"
"Dove mi porti a mangiare? Cibo, cibo".
"Ti porto in un locale carino. E' una traversa qua vicino. Posto un po' tamarro ma sano"
"Ottimo. Basta che si arrivi presto altrimenti inizio a prenderti a mozzichi sul braccio"
La ascolto. Mi piace ascoltarla. Ha un modo di parlare che mi attrae. E' intensa. Ecco. Siamo seduti, mangiamo un primo, beviamo buon vino (un Nobile di Montepulciano niente-male che concilia la pace dei sensi). C'e' complicita' senza malizia. Non e' un gioco di seduzione. Abbiamo gia' deciso che stasera andremo a dormire insieme. E sappiamo anche che dormiremo pochissimo. Cosi' ci godiamo gli sguardi rilassati e i pensieri pregustanti.Quando usciamo e' quasi mezzanotte. Torniamo verso Pontedera. L'accompagno a casa e non mi chiede neanche di salire. E' scontato. Mette su Stan Getz e Charlie Bird. Non abbiamo neanche il tempo di finire il rum nei bicchieri che siamo con le labbra incollate. Sento le sue mani sul collo e infilo le mie dentro il suo reggiseno. Lo slaccio. Ha le tette sode e i capezzoli turgidi. E' calda. Ha una pelle fragrante e odorosa. Stiamo facendo ancora l'amore quando sulle note finali di Desafinado la musica finisce...
Cazzo. Come dico sempre: questa volta mi innamoro.

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