Cicatrix

"Dio e' morto, Marx e' morto, e anch'io non mi sento tanto bene..." (W. Allen)

martedì, 21 settembre 2004

Sabato sera. Squilla il telefono. Suoneria di Vasco.

"Come staaaai? (di merda, grazie) Ti distingui dall'uooooomo comuuneee (e' una domanda?) Ti piace vivere come seeeei (a saperlo...) e vuoi rispondere solo a teeeeeee (e al Drugo, che mi sta chiamando...)"

"Pronto Copas". E' il Drugo, appunto.

"Oh Copa' che fai?"

"Rientrato adesso da Arezzo"

"Arezzo? Che cazzo ce sei annato a fa' a Arezzo?"

"Pippe"

"Ah bravo. Te mantieni 'n' allenamento. Stasera?"

"Pippe"

"Ok allora te passo a prenne' tra mezzora"

"No. Non ci ho voglia"

"Ma se ancora nun t'ho detto 'n cazzo..."

"Ecco appunto. Nun ci ho voglia uguale"

"Vabbe'. Tra un quarto d'ora sto sotto a casa tua"

"Vabbuo', allora se vieni sotto a casa mia non mi posso esimere"

"Vai in culo"

"Magari tra mezzora ti ci accompagno"

"Ok. Mezzora. ar massimo, pero'"

MI apro una birrozza e mi stendo sul divano.

Penso che dovrei richiamare un po' di persone che non sento da un pezzo... Mio fratello, per esempio. Da quando mia madre non c'e' piu' ci siamo sentiti appena due volte. Cazzo se mi manca. Eppure ogni volta che decido di chiamarlo mi blocco all'improvviso, lo stomaco si stringe, l'orgoglio mi blocca le dita e la memoria diventa tabula rasa. Alla fine dico sempre: "Lo faro' un altro giorno". Proprio come adesso.

Mi faccio una doccia. Mentre canticchio il solito ritornello di Vasco (sto imparando ad odiarlo...), squilla il telefono, due, tre volte... a lungo... ma sono sotto la doccia, non rispondo.... poi suonano alla porta.

"Arrivoooooo".

Indosso al volo un accappatoio.

"Copas, ti avevo detto almeno mezzora, cazzo". Apro la porta. Ho appena il tempo di vedere le nocche di una mano ed un anello con croce partire spedito verso la mia faccia... ho solo il tempo di pensare che si fara' un male cane contro il mio setto nasale e scarto d'istinto. Lo scanso. C'e' un tizio molto arrabbiato con me. E non capisco perche'!? "Macche' cazz...". Una ginocchiata di riporto dritta nello stomaco mi costringe a piegarmi come un mobiletto multiuso foppapedretti. Mi appoggio con la faccia alla spalla del tizio e mi preparo al dolore. Chiudo gli occhi. Vorrei dirgli che usa un profumo di merda, ma non ne ho il tempo perche' quello mi rifila una gomitata dritta sulla tempia destra.

Ma tosto ruppe le dolci ragioni / un alber che trovammo in mezza strada, / con pomi a odorar soavi e buoni.

Gli ho detto: "Faccia da culo". E poi non ricordo piu' nulla.

Ho riaperto gli occhi col Drugo che mi stava riempiendo di sberle, teoricamente per farmi risvegliare. Sono riuscito a fermarlo prima di svenire di nuovo.

"Ecchecazzo".

"Seratina di pestaggi? Ao' ma chi era quello"

"Tra una sberla e l'altra non ci siamo presentati". Mi tiro su a stento.

"Pensa che maleducato. Uno entra 'n' casa, te mena e neanche se presenta"

"Non mi stava menando..."

"No certo...."

Mi guardo allo specchio per verificare eventuali segni permanenti: "...mi stava massacrando...". Nessun segno evidente.

"Meno male che so' arivato 'n tempo..."

"Ma dov'e'?"

"E' scappato 'sto stronzo. L'ho visto che te corcava. Je so' arivato alle spalle e jo dato 'n carcio sulla schiena. Jo detto: "Ao'!". Quello s'e' girato e jo ddato na pezza... poi 'n' carcio nee palle... s'e' piegato e m'ha spinto de lato. Io so' scivolato e quello m'e' scappato. Ho provato a 'nseguillo ma gniente. Coreva come 'n fijo de na mignotta".

"E certo con quella panza..."

"Vabbe', aaaah coso, la prossima vorta je do na mano... a lui"

In realta' non mi ha fatto granche' male. A parte le ferite di altro tipo che ti puo' lasciare un tizio che entra in casa tua e ti mena... oltre a qualche dubbio sul perche' uno debba entrare in casa a menarti...

"Ma che voleva?"

"E a me lo dici? Magara e' lo stesso che t'ha scritto sta cosa simpatica sulla porta.... E certo che un po' de ragione je la posso pure dare..."

"Sono due cose distinte"

"E che ne sai"

"Lo so e basta"

"Allora chiamamo i Carabbigneri"

"No. Lascia stare. Sara' stato un drogato...".

Il Drugo mi ha guardato perplesso e mi ha detto con gli occhi che la cosa non gli quadra.

Ho lasciato cadere la cosa e, visto che non avevo nulla di rotto (ma un insieme di dolori sparsi), mi sono rivestito e siamo usciti (giusto in tempo per vedere lo spioncino della mia vicina di casa richiudersi repentinamente al nostro passaggio).

"Mo parlamo serii. Che e' successo? Cos'e' sta storia della scritta e de questo che te stava a mena'?"

"Dammi una sigaretta".

Il Drugo mi smolla una delle sue superdotate. La spippo a fatica e dopo due tiri la butto via.

"La scritta e' di Giulia".

"Giulia? Ma chi quella che hai conosciuto da Giorgio?"

"No. Quella della festa da Aldo e Chiara"

"Ah. Ho capito. Embe'?"

"Embe'?! Non lo so gli e' presa cosi'. Punto".

"No. Dico: e tu non pensi che possa essere stato qualcuno mandato da lei?"

"No."

"Perche'?

"Perche' no."

"Adesso mi e' piu' chiaro"

Arriviamo in un posto fuori Pontedera in aperta campagna dalle parti di Palaia.

Mi accorgo di aver lasciato il cellulare a casa. Pazienza.

"Dove mi hai portato?"

"Aspetta e vedrai"

Il posto e' tetro. Ci sono candele e ceri dappertutto.

Non mi ispira granche'.

La musica che arriva da dentro e' una qualche cagata techno. Alla porta c'e' un tizio grosso come un armadio a tre ante che ci guarda e saluta Il Drugo. Entriamo. Il salone e' illuminato malissimo. C'e' il bancone del bar al centro e una massa informe di assetati intorno. Gente seduta. Gente che balla. Una tizia bassina e abbronzata si avvicina al Drugo sorridente. Si arrampica, lo abbraccia e lo bacia. Poi tocca ad una mega topona di cui ricordo le tette ma non il colore dei capelli; gli afferra le gote e le stringe come faceva una tizia amica di famiglia con me e mio fratello da piccoli: io la odiavo, ma da questa qui mi farei fare di peggio. Scattano le presentazioni. La tipa che mi garba si allontana e la seguo con gli occhi.

Morgana, quella bassina, si dimostra simpatica e dotata di ferree chiappe; ci presenta altra gente. Alcuni sono bolognesi o comunque emiliani; ci sono altri tipi di perugia e altri di non so bene dove.

Poi dopo una serie di giri di cazzate torna la tipa tettolona con le birre. A parte la musica, l'atmosfera inizia a piacermi.

MI avvicino col sorriso traverso stile Fred Buscaglione: "Com'e' che ti chiami?"

Mi guarda un po' di sbieco: "E tu?"

"Ah, L'ho chiesto prima io". Sorriso a 32 denti.

"Ma che bella conversazione". Gira i tacchi e mi lascia li come un perfetto coglione.

"Si chiama Tiziana". Una bella figliuola dai capelli un po' mossi spuntata dal nulla.

"Simpatica". Smonto il sorriso pietrificato.

"E' una stronza"

"No!? Ma davvero?"

"Vedo che vi siete gia' conosciuti. Noi si fa un giro di la'. Ci vediamo dopo".

Morgana e Il Drugo si allontanano. Io rimango con la tipa e la gente di bologna (o insomma emiliani) e i perugini.

Ci sediamo e tra un mio giro di rum e una loro tirata mi raccontano delle peripezie per arrivare alla festa, di come hanno conosciuto Morgana (che scopro essere la padrona di casa) su Internet e di come l'hanno incontrata in vacanza a Viareggio:

"saranno quattro anni?";

"ma no sono cinque";

"ma no che sono quattro";

"ricordati di alessio: sono cinque";

"hai ragione. ma se c'era alessio allora e' ancora prima..."

"E tu come l'hai conosciuta?"

"Praticamente due... ma no... al massimo tre minuti fa". Risata collettiva. Danno soddisfazione questi ragazzi.

Scopro che nella vita fanno gli imprenditori, i commercianti, gli architetti.

"E tu che fai?"

"Io l'avvocato pentito". E giu' un'altra risata.

Poi mi raccontano cosa faranno quest'inverno e quanto nevichera'. E intanto iniziano a pianificare anche le vacanze primaverili, interrogandosi sui grossi problemi derivanti dalle guerre scatenate "dai terroristi islamici" e su quanto sia pericoloso andare a Sharm con queste compagnie di voli charter.

Gli dico: "certo che son problemi grossi"

mi guarda uno di loro (l'architetto con una camicia bianca di marca) e mi fa: "Puoi dirlo forte"

Decidono di andare a ballare e rimango fatalmente solo con la tipa dai capelli un po' mossi.

Mi guarda e sorride: "Eh si. Sono problemoni!"

Le sorrido, ma prima di poter parlare arriva Il Drugo trafelato:

"Andiamo"

"Ma come andiamo? siamo arrivati da neanche un'ora"

"Ti dico andiamo. Senti a me"

Sento delle urla in lontanza. Guardo la ragazza dai capelli un po' mossi:

"Devo andare... vorrei dirti che e' stato un piacere..."

Sorride: "Piacere mio"

Il Drugo intanto e' corso fuori. Sento un urlo "pezzo di merda, t'ammazzo"

Guardo la tipa: "E' proprio seratina. Senti questo e' il mio biglietto da visita. Alla prossima"

Lei mi guarda perplessa. Io ci penso e poi mi rendo conto della cazzata.

Pazienza ormai la figuraccia e' fatta. Mi diriggo verso l'uscita senza voltarmi.

Non faccio in tempo ad entrare in macchina che Il Drugo e' partito in quarta mentre un gruppo di personcine tra il faceto e l'incazzato andante sono corse fuori alla evidente ricerca del mio amico.

"Che e' successo?"

"Niente"

"Capisco. Gli amici ti volevano salutare?"

Mette su la radio

"Solo una mano"

Taccio.

"Dico. Che sara' mai. Mi e' scappata, cazzo". E giu' una disquisizione sulla liberta' sessuale e le finzioni del nostro tempo e i desideri delle donne e gli uomini senza palle e ancora e che sara' mai una mano sul culo e cos'e' questo rigurgito da santa inquisizione e che...

arrivati a casa insiste per accompagnarmi dentro per vedere se tutto e' apposto:

"Non si sa mai"

"Ao' non e' che ti e' andata male con la tipa e..."

"A frocio te piacerebbe!"

"Mah, sai, non sei il mio tipo, fustaccione"

Ci scoliamo un paio di birre e si fanno due chiacchiere sulla serata e sui sospetti intorno alle 3 Il Drugo va a dormire ed io sono solo in casa.

Sento il bip di un sms e cerco il telefonino dappertutto.

Ho tre chiamate senza risposta (anonime) ed un sms: "Gentile Avvocato-pentito, usualmente la gente si presenta diversamente. Ma tant'e'. Piacere, io mi chiamo Ilaria".

Postato da: cicatrix a settembre 21, 2004 01:00 | link | commenti (4)


Commenti
#1    21 Settembre 2004 - 14:34
 
giuro, sono ipnotizzata..;)
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#2    21 Settembre 2004 - 22:51
 
sei geniale!!!
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#3    23 Settembre 2004 - 08:50
 
vovs!
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#4    23 Settembre 2004 - 13:26
 
lei si chiama ilaria.
e poi? ;))
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